Come Vivere In Quarantena Con Il Proprio Gatto

Lo abbiamo tanto atteso: Il tempo per fare tutto ciò che rimandavamo da tempo. Ed ecco che in una modalità che nessuno aveva previsto, quella di una pandemia globale, questo tempo per molti di noi è arrivato.

Ci ritroviamo in casa, spesso in condizioni opposte: in solitudine, o meglio singletudine umana, visto che i nostri amici animali sono fortunatamente con noi e la loro compagnia ci scalda e ci dà sostegno, oppure in condizioni di convivenza forzata 24 ore al giorno. Con i nostri gatti, cani, ma anche con i nostri partner, figli, genitori, fratelli, coinquilini…

DALLA NOIA ALLA SOVRASTIMOLAZIONE

Questi due estremi – solitudine e sovraffollamento - riassumono la sensazione che il nostro gatto si è trovato a vivere nel giro di pochi giorni durante il lockdown nazionale: da lunghi pomeriggi in case vuote e silenziose, trascorsi a dormire, guardare distrattamente fuori dalla finestra e fare avanti e indietro dal divano alla ciotola, a una nuova realtà in cui i compagni umani sono sempre presenti. Da giornate scandite dallo stesso ritmo e dagli stessi orari, a giornate “strane”, che assomigliano tutte a dei weekend un po’ pazzerelli, con l’eccezione che nessuno esce mai di casa.

Così, da una condizione di noia più o meno rassegnata, molti gatti si trovano a vivere una condizione duplice:

  • il recupero di una dimensione relazionale perduta e quindi la gioia di averci finalmente a loro disposizione

  • la perdita di spazi e rituali familiari abbinata ad una continua sollecitazione fatta di rumori, movimenti, manipolazioni... Tutti input che, per un animale dotato di un udito e di una percezione tattile molto più sviluppata della nostra, si traducono spesso in fattori di stress.

PIU' FELICI O PIU' STRESSATI?

Molti di noi si trovano a vivere la quarantena con gatti che appaiono più felici e rilassati che mai. Non solo, in queste settimane circondate da un clima di paura e di allarmisimo, i gatti, con la loro serena pacatezza, il loro sonno tranquillo, il loro comportarsi come se nulla fosse, sembrano invitarci ed accoglierci nella loro calma interiore. Un "andrà tutto bene" sincero, perchè vissuto con la consapevolezza di chi, allineato alla Natura, è abituato alle sue sorti alterne. Tanto vale quindi prendere l'esempio dei nostri amici gatti e godersi ogni respiro su questa Terra, un presente fatto di piaceri semplici come un raggio di sole che entra dalla finestra, un posto comodo dove distendersi, il profumo di un cibo gustoso. I gatti in quarantena ci invitano ad apprezzare una dimensione intima e di raccoglimento a lungo dimenticata.

Altri umani, magari gli stessi che risentono del senso di oppressione della convivenza forzata, avranno invece a che fare con gatti inquieti, che - non riuscendo più a ritagliarsi attimi di pace - manifestano il proprio di disagio in diversi modi:

  • fuga e tendenza a nascondersi;

  • irrequietezza: il gatto “vaga” per casa, muove nervosamente la coda, miagola eccessivamente;

  • aggressività insolita;

  • conflitti tra gatti conviventi;

  • cambiamenti delle normali abitudini: dormire/muoversi/mangiare di più o di meno, bisogni fuori lettiera, leccarsi con maggiore o minore frequenza

QUESTIONI DI TEMPO E SPAZIO FELINO

Animale crepuscolare, abituato cioè ad essere più attivo alle prime luci dell’alba e al calar del sole, il gatto impara presto a svestirsi delle sue abitudini per modulare il proprio bioritmo sulla base del nostro. Sembra scontato, ma questo ci dice molto sull’adattabilità di un essere vivente la cui fama è quella di essere “asociale”.

Se quindi prima dell’emergenza COVID-19 i giorni erano scanditi da tabelle di marcia più o meno regolari, ora il nostro micio si ritrova a vivere con umani che si svegliano, vanno a dormire e mangiano in orari completamente diversi e spesso imprevedibili.

A volte anche la pappa viene somministrata in momenti diversi, e al cambio di routine si aggiunge anche un cambio dell’ambiente acustico: musica, tv, aspirapolveri, videochiamate, litigate, schiamazzi… Il nostro gatto sembra giustamente chiedersi: “Ma cosa sta succedendo?”.

Oltre a ritmi diversi, il nostro gatto si trova a vivere un altro forte cambiamento: quello ambientale.

Il gatto è un animale fortemente territoriale ed è questa forse una delle ragioni da cui nasce il numero maggiore di incomprensioni con l’essere umano. I piccoli felini per stare tranquilli devono conoscere e possedere il proprio territorio, in modo esclusivo o accuratamente negoziato, rinnovando le proprie marcature quotidianamente e secondo un rituale preciso.

Il fatto che tutti i membri della famiglia si trovino a casa, equivale ad una riduzione dello spazio disponibile per ciascuno, gatti inclusi. Alcuni di noi finiranno con l'occupare le zone in cui normalmente micio era solito riposarsi, o col muoversi (troppo) vicino a lui. L'invasione della bolla prossemica, ovvero dello spazio personale di micio, insieme alla sottrazione o al ridimensionamento delle sue zone funzionali (dove riposa, elimina, si nutre e gioca) può irritare il nostro amico se non addirittura renderlo insicuro ed ansioso. Tutto questo perché la sicurezza e la stabilità del territorio equivalgono alla sua sicurezza personale.

Questo disagio è ancora più marcato nel caso in cui ci siano più gatti in casa, per cui la definizione e la spartizione degli spazi è faccenda delicata, oggetto di continua negoziazione.

Attenzione quindi se in questo periodo di reclusione forzata pensate di adottare un nuovo micio o di tenere in stallo un gatto sfortunato. Se avete già uno o più mici già residenti in casa, meglio procedere con gradualità, assicurando pari risorse per tutti e, in casi di dubbi o conflitti, rivolgersi a un esperto.

GATTI COME ANTI STRESS?

Non solo cambio di routine e di spazi: a volte dobbiamo ammettere che siamo noi umani a recare più o meno intenzionalmente fastidio al nostro micio. Alzi la mano chi, in preda a alla noia e alla frustrazione, finisce ogni tanto col rivolgersi al proprio micio, usandolo come “anti stress”, accarezzandolo a profusione, prendendolo in braccio, magari svegliandolo nel bel mezzo di un sonnellino per cercare le sue attenzioni. Tutto questo a seconda del nostro umore, senza tenere conto dell’effettiva disponibilità e dello stato d'animo del nostro amico felino.

Qui urge una nota: se da una parte i nostri gatti sono dei compagni preziosi, la cui sola presenza ci avvolge, ci conforta e riempie le nostre giornate, dall’altra non bisogna approfittare del loro amore e della loro pazienza per scaricare su di loro le nostre preoccupazioni e la nostra inquietudine. Si tratta naturalmente di emozioni assolutamente legittime - soprattutto in questo periodo – ma di cui è bene essere consapevoli chiedendoci che impatto possano avere sul nostro animale prima di approcciarlo.

Ricordiamoci che siamo i guardiani del benessere del nostro gatto e che tra lui e noi avviene un contagio emotivo: il gatto “sente” cosa proviamo e quindi, tanto più siamo coscienti dei nostri stati d'animo e ci prenderemo cura di noi stessi, tanto più il nostro gatto sarà sereno.

LA RECLUSIONE COME OCCASIONE

Qualunque situazione stiamo vivendo in casa, che sia di estrema pace o confusione, una cosa è certa: non c’è mai stata occasione migliore per conoscere meglio il nostro gatto, di capire cosa ama e cosa meno, per correggere i problemi a lungo dimenticati, arricchire l’ambiente in cui vive e rafforzare un legame speciale.

Una prima lezione da questa quarantena è arrivata proprio dai primi giorni di reclusione, quando ci siamo trovati di colpo costretti in casa con un senso di penosa rinuncia a tutto ciò che ci appariva normale: muoversi, passeggiare, incontrare gli amici, uscire a mangiare un pizza, farsi una vacanza.

Molti gatti trascorrono tutta la loro vita in appartamenti, magari senza nemmeno la possibilità di uscire in balcone. Tante sono le persone che hanno adottato un gatto proprio pensando che, a differenza di un cane, non avrebbe avuto bisogno di uscire di casa esarebbe quindi stato meno impegnativo. In realtà, la rinuncia alla vita all'aria aperta, per un animale che nei millenni si è evoluto per correre, saltare e cacciare non è cosa da poco. I gatti hanno una straordinaria resilienza che ci fa apparire la vita reclusa come normalità. In realtà, per lui come per noi, la normalità è muoversi in spazi aperti e vivere a contatto con la terra e la natura. Quando questo contatto non è possibile, occorre un grande impegno da parte di noi umani per restituire al micio tutti quegli stimoli e quelle opportunità motorie ed esplorative che l'ambiente esterno naturalmente offre.

Questa emergenza ha permesso a molti umani di empatizzare con i nostri gatti, di provare sulla propria pelle la noia e la limitazione che i felini possono provare a trascorrere tutte le loro giornate in casa. Da questa consapevolezza è necessario ripartire per ripensare la nostra relazione con il gatto, magari sfruttando surplus di tempo offerto da questa quarantena per ricreare le occasioni di espressione e di intrattenimento della vita all'aria aperta, in casa nostra.

TEMPO PER OSSERVARE E GIOCARE

Come impiegare quindi questa quarantena per vivere meglio con il proprio gatto? Partiamo da una cosa semplice: l'ascolto e l'osservazione.

A volte, presi dalla frenesia della vita quotidiana, anche se sappiamo bene cosa rende felice il nostro gatto, semplicemente non abbiamo tempo o ci lasciamo fagocitare da una routine dove diamo per scontate molte cose o dove la novità non è contemplata. Ora invece possiamo fermarci e prestare attenzione a tutte quelle cose che procurano emozioni positive, come gioia, relax e curiosità nel nostro gatto. A volte si tratta di giochi, a volte di particolari oggetti, a volte di rituali e di gesti.

Ogni gatto è unico, così come le sue preferenze: prendiamone nota e moltiplichiamo le occasioni di gioia!

  • Ci sono gatti (quasi tutti!) che amano le scatole, perchè quindi non conservare per qualche giorno l'involucro del pacco che ci è appena stato consegnato invece di buttarlo subito?

  • Altri gatti amano le cannette e tutto ciò che "vola", ma magari si sono stufati del solito vecchio giochino dimenticato dietro qualche mobile. Si può quindi costruire una nuova cannetta, utilizzando anche una vecchia e sostituendo l'oggetto attaccato, o farne una nuova, con una bacchetta, un filo e delle piume saltate fuori da un cuscino, un campanellino dell'uovo pasquale... spazio alla fantasia

  • Alcuni gatti amano infilare le zampine in fessure per tirare fuori ciò che trovano dentro... possiamo utilizzare oggetti che abbiamo già in case per creare dei giochini sfiziosi. Qui alcune idee:

Giochino con rotolo di carta igienica

Gioco con vassoio del ghiacchio

Playground con rotoli e confezioni uova

Ci sarà inoltre sicuramente dei gesti quotidiani che il vostro gatto adora! Forse ama infilarsi tra le lenzuola mentre fate il letto, e invece che allontanarlo perchè non avete tempo, potete sfruttare questo momento per chiamare il vostro gatto e renderlo partecipe dell'attività, creando un vero momento di gioco

Altri gatti impazziscono quando tornate con le borsine della spesa e vogliono annusare tutto... ancora una volta, invece che mettere via la pesa velocemente, chiamate il vostro gatto e lasciate che esplori l'odore di ogni alimento (dove aver messo al riparo carne e surgelati, ovviamente).

Invece di lasciare che la noia prenda il sopravvento, o di imbruttirsi scrollando annoiatamente i social, create nuove buone abitudini con il vostro gatto da mantenere anche durante la fine di questa quarantena: giocate insieme per 5, 10, 15 minuti al giorno e impostatelo come rituale quotidiano. Minuti dedicati solo a lui, sperimentando oggetti, movenze e gesti che destano la sua curiosità e la sua partecipazione.

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