gatto ha paura ansia cosa fare gatto ha paura ansia cosa fare IL GATTO HA PAURA La paura è un’emozione salvavita. Ma cosa fare se il nostro gatto sembra sempre spaventato e ansioso, senza un motivo apparentemente valido?

Sono tanti gli umani che sognavano un micio socievole e coccolone e invece hanno a che fare con un gatto diffidente, che si nasconde, che teme le persone, che fugge via appena sente un rumore di troppo, che soffia appena si tenta un approccio. Altri gatti invece, dopo un episodio spiacevole e/o un cambiamento, sembrano non essere più gli stessi: stanno in disparte, rimangono sempre vigili, smettono di giocare e di comportarsi come sempre.

L’elemento che accomuna questi comportamenti è spesso la paura, emozione tanto importante quanto a volte controproducente in termini di benessere fisico, mentale e relazionale. Uno stato di paura, di ipervigilanza prolungata, episodi traumatici o shock ripetuti possono infatti portare il gatto a sviluppare ansia, stress e comportamenti aggressivi o ripetitivi

Nella mia pratica di consulente felina e floriterapeuta animale incontro gatti spaventati quasi ogni giorno, molti di loro scambiati per gatti aggressivi, e altrettanti ne vedo uscire più sicuri e sereni dopo un intervento mirato, un diverso approccio adottato dai loro umani e cure dolci a base di essenze floreali.

Se desideri recuperare la relazione con il tuo micio, aumentando il suo senso di sicurezza nei confronti degli umani, dell’ambiente e soprattutto in sè stesso, il mio intervento ti aiuterà ad avvicinarti al sentire felino e ad accompagnare il tuo gatto verso una dimensione di benessere e fiducia.

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    COME CAPIRE SE UN GATTO HA PAURA?

    La paura e tutte le sue declinazioni- dallo stato di allerta, al panico, all’angoscia – è un‘emozione cardine nella vita emotiva di un gatto. La duplice natura di preda e predatore ha dotato il nostro amico felino di un apparato sensoriale estremamente sofisticato, attraverso cui è in grado di sentire il mondo attorno a sé in modo diverso e, in alcuni casi, più intenso di noi: odori, rumori, movimenti, variazioni elettromagnetiche. Queste sue caratteristiche, se da una parte lo rendono un abile cacciatore (e un piccolo ninja!), fanno sì che il gatto sia molto vulnerabile a stati ansiosi e di stress. Pensiamo anche alle dimensioni del gatto e a come può percepire dalla sua prospettiva la grandezza del nostro corpo, quelle di un’auto o di una stanza vuota… 

    Biologicamente, la paura è una modalità di risposta utile e funzionale.  È l’emozione che ci permette di tenerci lontano dai guai: senza di essa saremmo tutti estinti! Se però la paura arriva ad essere eccessiva rispetto all’effettiva pericolosità dello stimolo, diventando fobia, se è continua o se sfocia in ansia (ovvero se nulla di “preoccupante” è ancora avvenuto, ma alcuni segnali portano il gatto a comportarsi come se fosse già in pericolo, per es. la vista del trasportino), oppure in ansia generalizzata (se, indipendentemente dallo stimolo, il gatto appare costantemente nervoso), allora è necessario capire le ragioni di questo stato motivo ed intervenire per riportarlo ad uno stato di equilibrio. 

    COME CAPIRE SE UN GATTO HA PAURA

    Un gatto spaventato non è difficile da riconoscere. Nel suo organismo possono avvenire diversi cambiamenti a livello fisiologico, per esempio:

    1. aumento del battito cardiaco;
    2. piloerezione: il mantello lungo la schiena e la coda si solleva;
    3. pupille dilatate;
    4. tremori;
    5. rilasci di urina e di feci;
    6. secrezione di feromoni di allarme;
    7. ipersalivazione.

    Tra i cambiamenti comportamentali ci può essere:

    1. una modifica della postura, che si fa generalmente più sommessa, con schiena appiattita, coda bassa portata sotto il corpo e orecchie retroflesse;
    2. se non c’è possibilità di fuga o se la fonte di pericolo non si allontana, una postura minacciosa, tipo “gatto di halloween”, con pelo irto e artigli in vista;
    3. vocalizzi con soffi e ringhi.

    Dinanzi ad una minaccia, le risposte tipiche sono: 

    1. l’evitamento (gatto che evita il contatto visivo, che si nasconde o scappa);
    2. la paralisi (il gatto non si muove e rimane rigido), per molti erroneamente scambiata come segno di docilità o sottomissione;
    3. piccoli movimenti nervosi e ripetitivi (per esempio, leccarsi i baffi o il pelo);
    4. la difesa o l’aggressione (il gatto che soffia, si gonfia o che attacca).

    ll fatto che un gatto mostri una risposta piuttosto che un’altra, dipende da diversi fattori tra cui la predisposizione genetica, il tipo di stimolo e le esperienze avute nel corso della vita con esso, il contesto ambientale, la personalità del gatto, la presenza o meno delle persone di riferimento. 

    QUALI SONO LE CAUSE DI PAURA E ANSIA NEL GATTO?

    Le cause potenziali che possono stressare il gatto sono ampie e varie. Uno dei motivi più comuni per cui un gatto prova paura è la percezione che il suo territorio non sia sicuro o non lo sia più in seguito ad un cambiamento: un trasloco, modifiche dell’ambiente, ma anche stimoli intensi e improvvisi come un rumore forte, un movimento brusco.

    Un’altra causa di paura è la percezione di un altro soggetto o di una categoria di individui/specie come minaccioso: può essere il proprio partner, i bambini,  un altro gatto, i cani… 

    La paura e l’ansia può in alcuni casi derivare da un’esperienza traumatica, soprattutto se vissuta durante il primo anno di vita: può trattarsi di un incidente, di un abuso o di un avvenimento in sé non dannoso (per esempio la visita dal veterinario) ma che ha creato una marcatura emozionale negativa nella memoria di micio.

    Una qualità e quantità inadeguata di stimoli durante il periodo sensibile, che va dalle 2 alle 7 settimane di vita, può rendere il gatto nervoso rispetto a qualsiasi stimolo sconosciuto. Questo accade soprattutto nel caso di gatti tenuti o allevati in gabbia o cresciuti in ambienti ipostimolanti.

    Una mancata o scorretta socializzazione con umani o altre specie renderà il gatto timoroso verso determinate categorie di persone o specie.

    Un attaccamento insicuro, una storia di abbandono e abusi o una predisposizione caratteriale del gatto (a volte rinforzata dal comportamento dell’umano) può portare il gatto a sviluppare ansia da separazione, per cui micio potrebbe mostrare un comportamento ansioso, smettere di mangiare, vocalizzare, eliminare fuori lettiera, adottare comportamenti ripetitivi o stereotipati quando le persone di riferimento non sono presenti o alcuni segnali lasciano intendere che sono in procinto di andarsene (per esempio, mettersi le scarpe).

    COME AIUTARE UN GATTO IMPAURITO, ANSIOSO O STRESSATO?

    Anche se le paure di micio ci fanno a volte sorridere perché apparentemente inspiegabili o buffe, è sempre importante guardare il mondo con i suoi occhi: dalle sue dimensioni, attraverso i suoi sensi e il suo ruolo di preda in natura.

    Banalizzare il suo stato d’animo  non aiuterà micio e quindi sarà controproducente per tutta la famiglia. La paura è un’emozione che va tutelata e assolutamente non indotta. Per questo ti consiglio di:

    1. Evitare rumori forti, movimenti bruschi, cambiamenti improvvisi, approcci non richiesti.
    2. Non prendere in braccio il gatto e portarlo verso la fonte della sua paura con l’intento di rassicurarlo o incoraggiarlo: ciò ha effetti deleteri perché il gatto avrà solo più paura e si rischierà di compromettere il nostro rapporto di fiducia con lui o lei.
    3. Non punire o rimproverare il gatto se questo mostra un comportamento difensivo o aggressivo, con soffia e ringhia: molto probabilmente è solo impaurito o irritato e sgridarlo non farà altro che aumentare il suo disagio.
    4. Contattare il veterinario: a volte comportamenti ansiosi, come nascondersi o ritirarsi, o atteggiamenti diffidenti e aggressivi sono la spia di problemi di salute.  Ecco perché, se il tuo gatto si comporta in modo insolito senza una ragione apparente, è sempre bene escludere eventuali disturbi medici. 

    Se il veterinario esclude un problema fisico come causa, questo può significare che il problema è di natura prettamente emotiva, magari sorta da una scorretta gestione della relazione e dell’ambiente. Ed ecco che intervengo io, per aiutarti a capire che cosa prova il tuo gatto e supportare la tua famiglia umano-felina in un percorso di riabilitazione relazionale, ambientale ed emozionale.

    AIUTA IL TUO MICIO A (RI)ACQUISTARE FIDUCIA E SICUREZZA

    Alcune paure dei nostri gatti sono normali, funzionali e fanno parte della loro natura e del loro carattere.
    Se però pensi che il tuo gatto sia fortemente spaventato e ansioso,  molto probabilmente non basterà il tempo per migliorare le cose, né i tentativi di “desensibilizzarlo” pensando che prima o poi si abituerà. Proprio come per gli esseri umani, lo stress cronico può inoltre avere un effetto fisiologico sulla salute del gatto.

    Ma non facciamo prendere dal panico anche noi! Con pazienza, apertura mentale e disponibilità a lasciarsi guidare da un esperto,  micio ha ottime possibilità di acquistare più sicurezza. In qualità di Consulente della Relazione Felina e Floriterapeuta Animale, ti aiuterò un intervento mirato che ponga le basi per una gestione corretta della routine, dell’ambiente e della relazione con il tuo gatto. Per vivere serenamente insieme, senza più paura.

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    LA CONSULENZA

    1 - IL PRIMO CONTATTO

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    Scrivimi una mail sfruttando il modulo contatti o all’indirizzo info@aliceguardaigatti.it e parlami del motivo per cui richiedi il mio aiuto: ti ricontatterò per una breve chiacchierata. Se il caso rientra nelle mie competenze, fisseremo un appuntamento per la visita a casa.

    Abiti fuori dalla Lombardia o non è possibile incontrarsi? Nessun problema, sarà possibile organizzare una video-consulenza.

    2 - VISITA A CASA TUA

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    È arrivato il momento di conoscersi! Verrò a casa tua e qui inizierà lo studio del caso, che durerà da 1 a 2 ore. La visita comprende 3 momenti:

    1. Ascolto: mi racconterai tutto ciò che sai sul tuo micio o i tuoi mici, la loro storia e la vostra convivenza.
    2. Osservazione: ti chiederò di mostrarmi la casa per raccogliere indizi e studiarla con gli occhi di un gatto…
    3. Discussione: ti esporrò le mie prime considerazioni sul caso e i primi accorgimenti da adottare, valutandone insieme pro e contro e fattibilità.

    3 - UN PIANO SU MISURA

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    Grazie alle impressioni e le informazioni raccolte attraverso l’osservazione dell’animale, della famiglia e dell’ambiente e dopo l’analisi materiali che vorrai mandarmi (diari, video, foto e materiali sul tuo gatto), condividerò con te tutti i consigli e le raccomandazioni da seguire per una nuova vita con micio.

    Qui avrò bisogno della massima collaborazione ed impegno da parte di tutta la famiglia per riuscire insieme ad ottenere dei buoni risultati!

    4 - COME STA ANDANDO?

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    È passata qualche settimana, come si sta evolvendo la situazione col tuo convivente felino? Qualche tempo dopo la visita, dai 14 ai 30 giorni a seconda dei casi, ci sentiremo per un nuovo momento di confronto. 

    Faremo il punto della situazione, capiremo cosa sta funzionando e discuteremo eventuali modifiche o aggiustamenti del piano iniziale.

    Se sei pronto a migliorare la tua relazione con micio o ad affrontare una nuova sfida insieme, scrivimi!

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